“Si spegne l'Altoforno, si accende il futuro”
Mostra fotografica
di Luca Zennaro
Il 2005 è stato l'anno dell'Accordo per Cornigliano. Un atto importante che coinvolge i lavoratori, la città, il suo futuro produttivo e ambientale.
Questa mostra rende omaggio a quanti, per anni, hanno svolto un lavoro faticoso, pesante e non privo di rischi; a chi, ogni giorno, ha contribuito con il proprio impegno, a far crescere un'attività che, grazie all'Accordo sottoscritto, renderà sostenibile lo sviluppo produttivo industriale tutelando il lavoro e la salute delle generazioni che verranno.
Il 27 luglio 2005 tra Ministro delle Attività Produttive, enti locali, CGIL CISL UIL Confederali e di categoria e Gruppo Riva è stato firmato l'Accordo di Programma che ha spento per sempre l'Altoforno dell'ILVA di Cornigliano di Genova. Il Gruppo è tra i primi dieci produttori di acciaio a livello mondiale: nel nostro Paese la produzione supera annualmente il milione di tonnellate. Il piano industriale quinquennale investe 770 milioni di euro per il potenziamento della lavorazione a freddo dell'acciaio e il rifacimento della centrale elettrica a metano. La chiusura dell'altoforno ha provocato 650 esuberi per i quali il sindacato ha contrattato la cassa integrazione straordinaria per un periodo di 36 mesi al termine del quale è previsto il rientro in azienda: il potenziamento del polo del freddo ha l'obiettivo infatti di consentire a regime (5 anni) l'impiego di 650/700 unità adibite sia all'attività diretta sia ai servizi ed alla logistica, per un organico di circa 2700 unità.
Per quanto riguarda la capacità produttiva, si calcola che a fine piano, il laminato a freddo passerà dagli attuali 1,6 milioni di tonnellate a tre milioni, la banda stagnata cromata da 510 mila a 710 mila tonnellate, il laminato zincato da 400 mila ad un milione di tonnellate.
Per realizzare il potenziamento dell'attività industriale l'Ilva disporrà di oltre un milione di metri quadrati in diritto di superficie e di 67mila metri quadrati di banchine in concessione demaniale per 60 anni. Al termine della bonifica circa 300 mila metri quadrati ritorneranno alla città; di questi, 144 mila andranno all'Autorità Portuale per la costruzione di un District Park e, sul resto, verrà realizzata una strada di collegamento cittadino e un grande parco urbano.