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Mercoledì mattina sull’emittente Primocanale, il pubblico ha assistito ad una scena molto poco edificante.

Dallo studio, il cronista ha intervistato un delegato sindacale del Psa di Voltri Prà in merito allo sciopero proclamato dalla rappresentanza sindacale unitaria. Lo sciopero era stato indetto diverse settimane fa per protestare contro l’azienda che non ha permesso una nuova organizzazione del lavoro che migliorasse la qualità delle prestazioni per i dipendenti e un minor tempo di attesa per i camionisti ai varchi. Lo sciopero, inizialmente previsto per 24 ore, è stato ridimensionato ad una sola ora di sciopero ad inizio e fine turno a causa della drammatica situazione in cui versano le strade ed autostrade liguri soprattutto a causa degli ultimi fatti che hanno coinvolto A6 e A26.

Abbiamo trovato inopportuno e non rispondente alla deontologia della professione giornalistica, l’atteggiamento del giornalista di Primocanale. I toni utilizzati durante la diretta televisiva sono stati, a nostro avviso, volutamente aggressivi e provocatori nei confronti di un rappresentante dei lavoratori che tentava con tranquillità di spiegare le ragioni di una protesta legittimamente proclamata dalle rappresentanze sindacali unitarie, e poi sospesa.

Sorprendono anche le reazioni dei soggetti istituzionali agli scioperi indetti dai sindacati a tutela dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici perché anche in questo caso abbiamo pazientemente percorso ogni possibile tentativo di confronto, ma è l’azienda che si è negata al tavolo. Detto questo nessuno deve permettersi di strumentalizzare la legittimità di uno sciopero e la dignità dei rappresentanti sindacali, né la politica, né le aziende e nemmeno una aggressiva intervista ad un delegato.

In tutti i casi si tratterebbe di maldestri tentativi per nascondere le responsabilità di chi governa questa regione addebitando sempre le responsabilità delle “emergenze” a soggetti terzi, chiedendo continuamente “poteri straordinari”, senza peraltro trovare soluzioni a una situazione che emergenziale non è – perché le code ai varchi non le abbiamo scoperte questa settimana, come peraltro Primocanale documenta da anni -.

Per tutte queste ragioni abbiamo trovato inopportuno l’atteggiamento del giornalista di Primocanale che da studio ha incalzato un rappresentante dei lavoratori, non perché non avesse diritto di porre domande, ma per il modo prepotente utilizzando anche il turpiloquio: chissà se lo stesso tono sarebbe stato utilizzato con il politico o l’imprenditore di turno? Non c’era mai capitato di dover assistere ad un atteggiamento simile nei confronti di nessuno durante le trasmissioni di Primocanale.

Crediamo che in questa occasione sia stato oltrepassato il limite e riteniamo che il delegato, che bene ha fatto a non cadere nelle provocazioni, abbia diritto a formali scuse da parte di chi lo ha intervistato da studio.

Filt Cgil Genova e Liguria