Politiche del Lavoro

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In queste pagine sono pubblicati approfondimenti e normative legate alla nuova riforma del mercato del lavoro.

 

JOBS ACT

 

1. LEGGE 10 dicembre 2014, n. 183 Deleghe al Governo in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonché in materia di riordino della disciplina dei rapporti di lavoro e dell'attivita' ispettiva e di tutela e conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro. (GU n.290 del 15-12-2014) clicca qui

 

2. Schema di decreto legislativo recante disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in caso di disoccupazione involontaria e di ricollocazione dei lavoratori disoccupati, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183 clicca qui

 

3. Schema di decreto legislativo in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183 Recante disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti clicca qui

 

4. Legge 10 dicembre 2014, n. 183 Deleghe al Governo in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonché in materia di riordino della disciplina dei rapporti di lavoro e dell'attività ispettiva e di tutela e conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro. Delega in materia di riforma degli ammortizzatori sociali clicca qui

 

5. Decreto Legislativo: Contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti clicca qui

 

Approfondimenti

 

Jobs Act: i “suoi” e i nostri dintorni.

Potrà anche essere, come dice nell'intervista rilasciata oggi a “la Repubblica” Marcello Giustiniani, managing partner studio Bonelli Erede Pappalardo, autorevole legale e esperto in diritto del lavoro, che con l'entrata in vigore del Jobs Act i legali dovranno togliersi la toga e vestire più i panni dei "consulenti", tuttavia noi riteniamo che la partita giuridica, nello specifico del provvedimento istitutivo del nuovo Contratto a tutele crescenti, non sia affatto chiusa e che soprattutto non sia oramai da confinare nel solo ambito della contesa amministrativa.

Due le osservazioni in proposito.
La prima è dettata dal fatto che nonostante il legislatore si sia significativamente adoperato per ridurre al minimo, per il lavoratore, le possibilità di riferirsi ai diritti propri della Legge 300/70 e in particolare per quanto previsto dall'insieme dell'art.18, contribuendo a sbilanciare la legislazione in favore dell'azienda, rimangono ancora spazi per operare in termini di "resistenza";
La seconda è invece legata al fatto che non sono poche le situazioni, scarsamente valutate dallo stesso legislatore, per le quali è possibile l'aprirsi di contenziosi sia a livello nazionale, per ragioni di incostituzionalità, che a livello europeo per violazione della Carta europea dei diritti fondamentali, art.30 ad esempio, o della Carta sociale.

Al fine di approfondire più compiutamente tali argomenti, alleghiamo alla presente nota alcuni contributi di analisi e lettura:

 

•    "Il quadro di riferimento e il riequilibrio dei poteri tra lavoratore e datore di lavoro", prodotto dall'Ufficio giuridico e vertenze della CGIL clicca qui


•    "Guida ragionata al Jobs Act" a cura di Wikilabour di Franco Scarpelli clicca qui


•    "Chiacchiere e distintivo" a cura di Wikilabour di Mario Fezzi clicca qui


•    “Il Jobs act ha scelto la scorciatoia della liberalizzazione dei licenziamenti” intervista a Luigi Mariucci clicca qui


Ma oltre ad impegnarci a "resistere" come CGIL avanziamo proposte!

E' proprio quello che avvenuto in occasione della riunione del Comitato direttivo nazionale dello scorso 18 febbraio dove, nella piena consapevolezza del ruolo di essere parte attiva e responsabile di questo Paese, si è approvato un documento finale con il quale si impegna tutta l'organizzazione nella scelta di presentare un progetto per un nuovo Statuto delle Lavoratrici e dei Lavoratori.

Nel documento finale si afferma che "la contrattazione quale strumento di presidio dei luoghi di lavoro, la centralità delle condizioni di lavoro, tutele e diritti, difesa dell'occupazione, stabilizzazione e superamento delle varie forme di precariato, orario di lavoro, sperimentazione dell’inclusività, rappresentano tutti elementi che necessitano di rafforzare la nostra risposta alle scelte del Governo e nel contempo di dare continuità alla nostra capacità di proposta".
E' proprio in ragione delle scelte divisive e del totale stravolgimento del diritto del lavoro in virtù di un pesante disequilibrio dei poteri in sfavore dei lavoratori, che la proposta del nuovo Statuto delle lavoratrici e dei lavoratori avrà, quale caratteristica fondamentale, quella di riunificare il mondo del lavoro attraverso un processo di innovazione e di rafforzamento di diritti e delle tutele, ragioni per le quali siamo tutti e da sempre impegnati.



Area della Contrattazione – Mercato del Lavoro
Barachetti Corrado Ezio