La Liguria e la ripresina che tarda ad arrivare

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail





Genova, 11 ottobre 2017
- La Liguria continua a perdere terreno e fatica ad agganciare la ripresina che attraversa l’Italia, tanto che mancano all’appello ancora 42 mila occupati dall’inizio della crisi. Di fronte all’evidenza dei numeri a gennaio di quest’anno si è tenuta la prima riunione della Cabina di Regia tra Regione, Cgil Cisl Uil e parti sociali. Non con poca fatica si è arrivati alla firma di due Protocolli sul dissesto idrogeologico. Si tratta di 42 milioni di euro di Fondi Europei per tutta la Liguria a cui si aggiungono altri 22 milioni di euro dei residui dell’alluvione del 2014, tutti da spendere, questi ultimi, nel Comune di Genova.

Finalmente partono i lavori sul dissesto idrogeologico e con due obbiettivi: il primo sostenere il tessuto produttivo locale e dare lavoro alle imprese e ai lavoratori liguri, il secondo impegnare quelle stesse imprese ad assumere lavoratori svantaggiati.

I protocolli prevedono che per i bandi sopra al milione di euro le gare verranno aggiudicate con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa anziché al massimo ribasso, come da sempre chiede il sindacato e che si applichino i contratti nazionali e territoriali delle costruzioni.

Tra i criteri di qualità si riconosce un punteggio più alto alle aziende che conoscono il territorio e a quelle che si impegnano ad assumere lavoratori svantaggiati.

Questi ultimi saranno individuati tra quelli ai quali è riconosciuta la nuova misura di povertà istituita dal Governo, ovvero chi percepisce il reddito di inclusione attiva (Rei) avendo finito tutti gli ammortizzatori sociali e si trova in condizione di particolare disagio, perché magari oltre ad aver perso il lavoro si è separato, ha perso la casa e non riesce a provvedere ai propri figli.

Se per i bandi sopra il milione di euro, l’assunzione di lavoratori svantaggiati è una opportunità, per quelli sotto il milione diventa un obbligo.

L’obiettivo quindi è aiutare le persone in condizione di grave disagio ad uscire dalla condizione di povertà e per fare questo la sola strada possibile è quella del lavoro.



Federico Vesigna è Segretario Generale Cgil Liguria