Crescere e lavorare in sicurezza sulle Autostrade

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Crescere e lavorare in sicurezza sulle Autostrade


Cgil Liguria, Camera del Lavoro di Genova, Fiom, Filt, Funzione Pubblica, Fillea, Filcams e le rappresentanze della sicurezza sui posti di lavoro delle attività autostradali, hanno discusso delle diverse particolarità delle autostrade della nostra regione inserite in un territorio con problematiche complesse, dove su 235 comuni ben 191 fanno parte dell’elenco dei territori interessati al dissesto idrogeologico.
Si tratta di una infrastruttura vitale per l’economia turistica ed industriale, che attraversa tutto il territorio costiero e funge da cerniera con l’entroterra. I suoi limiti appaiono ben chiari, a cominciare dal suo inserimento in un territorio geologicamente complesso, visibile dal suo alto numero di gallerie (in totale 466, di cui 152, come prevede la legge europea, hanno bisogno di interventi sulla sicurezza entro il 2019). Inoltre i molti viadotti, e la mancanza di corsie di soccorso e in alcuni casi non a norma per la larghezza della carreggiata, rendono elevate le condizioni di rischio. È una realtà su cui transitano un altissimo numero di mezzi pesanti e mezzi leggeri, che trovano il loro apice nel Nodo di Genova. Dati in continuo aumento come dimostrano la media giornaliera dei mezzi pesanti entrati ed usciti nel 2016 dai caselli di Genova pari a 6.813.324 (58.716 in più del 2015) o dei mezzi leggeri 61.776.615 (266.815 in più sul 2015), in continua crescita anche nel 2017. Quindi al di là dei grandi interventi infrastrutturali dai tempi molto lunghi, è opportuno operare sulla necessità immediata di porre in atto un programma di riequilibrio modale delle merci dalla gomma alla rotaia, stante da una parte forti difficoltà su sicurezza, regolarità, manutenzione legata alla crescita, dall’altro larghi margini di utilizzo della rete ferroviaria anche con incentivi europei e ricadute positive sull’ambiente, terreno su cui la Regione dovrebbe intervenire. La funzione insostituibile della rete autostradale per la mobilità è innegabile e le problematiche di questi ultimi tempi sulla A10 e A26 sono lì a dimostrarlo, così come le tragedie sul lavoro come quella accaduta a due operai edili nel marzo 2017 presso Albissola, ci ricordano come le questioni della sicurezza siano sempre in agguato in una realtà in cui non ci si può fermare.
La Cgil ritiene necessario che i soggetti competenti, concessionarie autostradali, Regione, Ministero degli Interni ed aziende che sono chiamate ad operare, affrontino rapidamente dei percorsi per garantire sicurezza per chi lavora, rispetto al diritto di mobilità di chi viaggia per lavoro o per turismo, in tempi certi economici e agevoli, adeguando le infrastrutture con la manutenzione ordinaria e straordinaria, e con continui controlli sulle condizioni di chi in special modo, conduce mezzi pesanti e soggiace ai ricatti della concorrenza europea. Le tecnologie e i tutor possono aiutare, ma serve adeguare l’organico della Polizia Stradale, potenziare le strutture degli Enti (Asl/Ispettorato) preposti alla sicurezza, avere una presenza ancor più puntuale dei concessionari su chi deve operare nei cantieri e della manutenzione stradale avendo presente che sulla rete genovese circolano circa 8 mila mezzi all’ora.
Con la fattiva collaborazione della Prefettura di Genova sono stati coinvolti tutti i soggetti imprenditoriali e sindacali per la costruzione di un protocollo regionale che ponga ancora una volta l’accento sulle norme da rispettare, richiamando ognuno al proprio ruolo, così come con la Regione si lavora per la formazione e verifica delle condizioni di tutto il territorio per cercare di organizzare gli interventi uniformemente. E’ inoltre necessario accelerare il lavoro della Commissione Nazionale Unitaria costituita al Ministero dello Sviluppo Economico dopo i purtroppo recenti incidenti mortali sul lavoro in Liguria e fuori, per migliorare la legislazione sulle condizioni di sicurezza da applicare per i cantieri che operano in presenza di traffico, rendendo più praticabili le chiusure totali di carreggiate in certe condizioni di rischio, così come definito nell’accordo nazionale tra i sindacati dei metalmeccanici e Sirti, l’azienda che si occupa della posa dei cavi. La Cgil sta operando affinché i lavoratori dei servizi, della Polizia Stradale e dell’autotrasporto, gli operai metalmeccanici ed edili, i lavoratori di Autostrade, con particolarità diverse ma tutti accumunati dallo stesso sito, possano operare nelle migliori condizioni possibili. A questo proposito è stato deciso di formare un coordinamento che rappresenti tutte queste realtà, affinché si possa giungere a condizioni veramente reali di sicurezza, dando continuità e forza alle iniziative delle singole categorie ed unificando le esperienze positive già in atto.

Guido Fassio e Rita Guglielmetti sono funzionario Cgil Genova e segretaria Cgil Liguria

Genova, 12 ottobre 2017