Oggi a Imperia corso di formazione "Ricominciamo da noi"

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

COMUNICATO STAMPA


“RICOMINCIAMO DA NOI”
La contrattazione inclusiva: salvaguardare la dignità nel lavoro e nella vita, contrastare la violenza sulle donne



Imperia, 21 marzo 2018. Oggi presso la Sala del Consiglio del Palazzo della Provincia a Imperia è stata inaugurata la prima giornata del corso di formazione sindacale “Ricominciamo da noi. La contrattazione inclusiva: salvaguardare la dignità nel lavoro e nella vita, contrastare la violenza sulle donne”. Alla giornata ha partecipato la Segretaria Generale Cgil Susanna Camusso che ha incontrato le studentesse e gli studenti del Liceo Amoretti di Imperia presenti all’incontro.
Il corso ha carattere sperimentale e si prefigge di sensibilizzare gli uomini del gruppo dirigente del sindacato ai temi della contrattazione inclusiva, con un’attenzione particolare al fenomeno della violenza nella relazione uomo-donna.
Fulvio Fellegara Segretario Generale Cgil Imperia ha sottolineato come “La Camera del Lavoro ha scelto di essere l’apripista di questo progetto il cui format è già stato richiesto da più di 30 strutture della Cgil a livello nazionale. E’ importante che una organizzazione sindacale come la nostra si spenda su un tema così urgente e drammatico come quello della violenza di genere attraverso un corso di formazione dedicato ai propri dirigenti uomini. In questo modo si ribalta un altro stereotipo ossia che il tema sia appannaggio esclusivo delle donne, in quanto vittime o come portatrici di soluzioni”. Per Cristiana Ricci responsabile formazione Cgil “L’obiettivo è quello di formare chi ha il compito di contrattare in modo da contrastare eventuali situazioni discriminanti, oltre ad introdurre normative necessarie a favorire condizioni di lavoro a misura di donne e uomini. L’intento è di sensibilizzare il gruppo dirigente della Cgil e al contempo dare un messaggio politico, di come la nostra organizzazione sia attenta al fenomeno della violenza sulle donne e voglia combatterlo favorendo conoscenza e strumenti, partendo dal suo interno”. Per Federico Vesigna Segretario Generale Cgil Liguria quella sulla violenza contro le donne è una battaglia culturale “In Italia c’è il più alto differenziale tra occupazione maschile e quella femminile (ben 18 punti), il tasso di occupazione femminile resta sotto il 50 per cento, mentre l’80 per cento degli uomini è full time e a tempo indeterminato. C’è un lavoro culturale da costruire nel tempo e il sindacato può fare la sua parte attraverso la contrattazione: gestione degli orari di lavoro, parità di salario a parità di mansione e parità nelle opportunità a partire dalla formazione – e conclude - Sono solo alcuni esempi di cosa si può fare: ci aspetta un viaggio non semplice e neanche breve”.

Il corso è articolato su tre giornate formative (21 marzo, 19 - 20 aprile) con lezioni in aula, testimonianze, simulazioni e giochi di ruolo. Tra i temi principali: la violenza sulle donne (misure e contrasto), le norme contrattuali inclusive presenti nei contratti nazionali collettivi di lavoro, il Gap salariale, diversity management, lavoro di cura, educazione all'affettività, linguaggio sessuato, ecc.

Il percorso formativo ha l’intento di  farsi  carico  non solo della crescita  professionale, ma anche personale e culturale e  allarga la visione ad aspetti attinenti alla società, alla vita delle donne e degli uomini nel loro complesso sul lavoro e nella sfera privata.

Cgil Imperia



Di seguito la traccia dell'intervento di Federico Vesigna Segretario Generale Cgil Liguria


Perché un corso sulla contrattazione e sulla violenza contro le donne?
Perché quello della violenza contro le donne è un fenomeno talmente diffuso e capillare che non può essere in alcun modo minimizzato.
Non siamo di fronte al gesto folle di pochi ma siamo di fronte ad una vera e propria epidemia che ogni giorno si alimenta di nuovi casi.
Un fenomeno di questa portata non può che essere un fenomeno culturale che affonda le proprie radici nelle contraddizioni irrisolte del nostro tempo.
Il corso ha il merito di riportarci con i piedi per terra.
Quello della violenza contro le donne non è un fatto privato.
E’ un problema pubblico con il quale dobbiamo fare i conti sempre.
E li dobbiamo fare tutti, sia uomini che donne.
Ecco perchè un corso di formazione rivolto ai dirigenti maschi della Cgil.
Se quella sulla violenza contro le donne è una battaglia culturale, va combattuta in ogni luogo di lavoro.
E’ una battaglia che si vince insieme agli uomini, ma per farlo bisogna avere gli strumenti giusti per combatterla.
Per contrattare bisogna conoscere ma se vogliamo provare a dare il nostro contributo per affrontare e risolvere il problema bisogna prima di tutto riconoscere che c’è un problema.
E allora va riconosciuto che non siamo davanti a singoli atti criminali ma ad una vera e propria emergenza sociale che è il risultato di una cultura profondamente maschilista che non ha fatto i conti con le contraddizioni che ci hanno lasciato in eredità gli anni della crisi.
Centra qualcosa con tutto questo il fatto che le famiglie per sopravvivere non possono più fare a meno di 2 stipendi e che questo si scontra con la gestione dei lavori domestici e di quelli di cura il cui peso è nel frattempo cresciuto per effetto del ritirarsi del welfare pubblico?
Centra qualcosa con tutto questo il fatto che le persone si sentono sempre più sole nell’affrontare i problemi con il risultato che qualcuno può essere indotto a pensare che la violenza è l’unica soluzione possibile?
Non c’è nessuna giustificazione possibile all’uso della violenza ma forse compito della politica deve essere quello di prevenire e non di rincorrere
Vorrà dire pur qualcosa se in Italia ci sono ben 18 punti di differenziale tra occupazione maschile e quella femminile, il valore più alto di tutta Europa ?
Vorrà pur dire qualcosa se solo in Italia il tasso di occupazione femminile resta sotto il 50%?
Se l’80% degli uomini è full time e a tempo indeterminato mentre per le donne la percentuale scende al 57% vuol dire che c’è un problema di quantità ma anche di qualità del lavoro femminile.
Perché dovrebbe essere normale che il part time è un contratto quasi esclusivamente al femminile?
C’è un tema che passa sotto il titolo di segregazione di genere che riguarda le differenze di reddito a parità di lavoro, ma il tema è più vasto.
E così si scopre che nell’immaginario collettivo il mondo del lavoro al femminile è fatto di insegnanti, segretarie ed infermiere mentre la realtà è più complessa ma i condizionamenti culturali rischiano di fare danni.
Basta tutto questo a spiegare tutta questa violenza?
Probabilmente no.
Però è vero che violenza e sessismo sono la forma estrema di comportamenti molto diffusi che hanno a che fare con la necessità di ripensare il ruolo dell’uomo nella società e nella famiglia.
Ci sono stereotipi da demolire e forme di riconoscimento pubblico da reinventare.
C’è un lavoro culturale da costruire nel tempo.
Come oo.ss. possiamo fare la nostra parte attraverso gli strumenti della contrattazione.
Credo che sia fondamentale partire da noi, perché nonostante il nostro segretario generale sia una donna c’è ancora molto lavoro da fare perché restiamo un’organizzazione a forte impronta maschile.
Un’organizzazione che pensa ed agisce come fosse nei panni di un uomo.
Se anche noi vogliamo cambiare passo per agevolare un cambiamento della società dobbiamo formare una nuova generazione di sindacalisti che sia in grado di fare delle differenze di genere un tratto fondamentale della contrattazione inclusiva.
Cosa che vuol dire flessibilità nella gestione degli orari di lavoro a condizione di pensare il tema della conciliazione come un tema non esclusivamente femminile.
Cosa che vuol dire anche parità di salario a parità di mansione e parità nelle opportunità a partire dalla formazione.
Ci aspetta un viaggio non semplice e neanche breve.
Però da qualche parte bisogna cominciare.
E’ con orgoglio che possiamo dire che cominciamo da Imperia e dalla Liguria





Allegati:
FileDimensione del File
Scarica questo file (14588_Ricominciamo da noi presentazione.pdf)14588_Ricominciamo da noi presentazione.pdf601 Kb