La gestione assurda dell'Istituto Brignole

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Qualche tempo fa su questo giornale è apparso un articolo riguardante l’ASP Brignole e in particolare sulla carenze della RSA di corso Firenze; nel pezzo si parlava delle gravi carenze di organico nell’assistenza, i servizi igienici mal funzionanti, le condizioni inadeguate delle cucine, la mancanza di personale addetto alla vigilanza/portineria, la FP Cgil e il Comitato degli Iscritti del Brignole, precisano quanto segue.

Contro il parere del sindacato, i servizi tecnico economali sono stati totalmente appaltati a ditte esterne. In merito alla mancanza di personale sanitario è doveroso sottolineare che da tempo si è denunciata l’insostenibilità di una situazione che non è purtroppo, carente solo nella struttura di C.so Firenze, ma che riguarda anche tutte le altre RSA dell’Azienda (Rivarolo, Coronata e Struppa).

Tutto questo per cercare di sanare la grave situazione economica pregressa dell’ASP Brignole che, nell’aprile 2009, ha anche costretto i lavoratori e le lavoratrici ad accettare un percorso doloroso, rinunciando al contratto della sanità pubblica optando per quello privato. Purtroppo le promesse fatte a ridosso di quel sacrificio non sono state mantenute e dall’aprile dello scorso anno si assiste ad una accelerazione del peggioramento della situazione lavorativa. Ad esempio non vengono sostituite le persone che fanno assenze prolungate per motivi di salute, per maternità, non viene nemmeno sostituito il personale che si dimette dal servizio volontariamente. Questo comporta un numero sempre più risicato di lavoratori addetti all’assistenza, non rispettando neppure gli standard qualitativi richiesti dalla legge Regionale 969.

Le rivendicazioni e le denuncie fatte non solo al tavolo dell’Amministrazione ma anche a quello interistituzionale, sono state inutili.

FP e Comitato Iscritti fanno presente quanto costi scrivere questa lettera, perché sulle spalle della struttura c’è un debito economico rilevante, non certo causato dai lavoratori e dagli utenti, che sono però gli unici soggetti che continuano a pagare le manchevolezze e le incapacità di altri. Svendere non è l’unica soluzione; spacchettare l’Azienda e regalarla al privato, non è una soluzione.

A breve ci sarà un incontro in Regione sulle problematiche mai risolte della più antica azienda pubblica Genovese di Assistenza agli anziani: le critiche e le rivendicazioni non vogliono essere distruttive, non sarebbe nell’interesse né dei lavoratori, né dell’utenza, ma finalmente si chiede che le Istituzioni si assumano responsabilità politiche e facciano piazza pulita di chi consapevolmente o inconsapevolmente sta distruggendo questo bene pubblico essenziale.

Comitato degli iscritti CGIL FP: Luciana Angioni – Arduca Maria Teresa – Ivana Boni – Serena Caporali – Hilda Santos Oblitas – Cinzia Patrone – Lorenzo Ruozi – Rosella Vitiello – Eliana Ferrarini – Marina Gabirasio – Tiziana Benvenuto.

Donatella Rizzo, Segreteria Fp Cgil Genova

Genova, 27 luglio 2010