Nei giorni scorsi si è svolto lo sciopero dei lavoratori dipendenti del Consorzio Motiva operanti presso i Centri per l'Impiego della Provincia di Genova. E' la seconda volta in poco più di un mese e l'iniziativa si è resa necessaria stante le condizioni di incertezza per il futuro di questi lavoratori. Il Consorzio nasce nel 2006 con l'obiettivo di raggruppare le società che a vario titolo dopo la riforma del Collocamento operano presso i Centri per l'impiego. Il finanziamento dei Centri avviene attraverso risorse pubbliche e finanziamenti comunitari e riguarda le attività di orientamento al lavoro, incrocio di domanda e offerta, aiuto nella ricerca del lavoro alle categorie protette e a quelle socialmente svantaggiate, assistenza ed orientamento per la formazione professionale, aiuto nelle scelte di auto imprenditoria ecc. Insomma, i Centri per l'Impiego svolgono una basilare funzione pubblica quella di aiutare i giovani, i lavoratori in difficoltà, le donne, gli studenti, i lavoratori extracomunitari, i disoccupati, i più deboli a rendere possibile quanto previsto dalla Costituzione all'articolo 1: il diritto al lavoro. Nel 2008 queste attività diventano oggetto di un bando di gara pubblico da parte della Provincia.
Il Consorzio partecipa alla gara e la vince. I dipendenti occupati con l'assegnazione di quel bando che aveva validità per 3 anni prorogabili di 1, erano 84.
In quel contesto si raggiunse una intesa che doveva garantire a tutti gli 84 lavoratori di avere una retribuzione congrua alla loro elevata professionalità e altri elementi quali ad esempio la stabilizzazione nel tempo dei contratti a tempo determinato e l’incremento orario per chi era part time: solo alcuni degli impegni sono stati assolti.
Con varie scuse e motivazioni inaccettabili ai lavoratori non è stato riconosciuto dal 2008 ad oggi un solo euro di aumento contrattuale per cui in conseguenza anche dell'appesantirsi della tassazione comunale e regionale i lavoratori hanno avuto una significativa riduzione del loro netto in busta paga. Questi 84 lavoratori dall'ottobre 2008 a maggio 2012 e solo per le attività legate all'orientamento ed alla formazione derivante dagli ammortizzatori sociali in deroga hanno fornito servizi a 239.248 cittadini genovesi.
Oggi il comportamento del Consorzio che rifiuta di incontrare le organizzazioni sindacali insieme al nuovo bando – emesso da una Provincia commissariata - che non prevede la clausola sociale mette a repentaglio non solo posti di lavoro, ma rischia di privare la comunità provinciale genovese della preziosa professionalità dei lavoratori dei Centri per l'impiego in un momento nel quale la crisi richiederebbe invece il moltiplicarsi degli spazi per fornire ai lavoratori in difficoltà un forte supporto. La Regione e la Provincia hanno fatto, per la parte economica, la loro parte, ora però il Consorzio deve dimostrare di voler credere nel nuovo bando e in un futuro di lavoro rispettoso dei diritti dei lavoratori.
Maria Pia Scandolo CGIL
Corrado Cavanna FILT CGIL
Genova, 20 giugno 2012