La Liguria è al centro di una vera e propria emergenza casa. Sono oltre 7 mila le famiglie che hanno fatto domanda per una casa popolare con il paradosso che quasi 4 mila sono sfitte o inutilizzabili poiché non è stata fatta l’adeguata manutenzione. A fronte di migliaia di domande poco più di un centinaio trovano accoglimento.
Sebbene il settore delle costruzioni e della casa pesino quasi un terzo del PIL, il Piano casa del Governo è distante dai bisogni delle persone e le risorse, al netto degli slogan, sono insufficienti. Sono 560 i milioni stanziati del Piano Casa, cifra assolutamente insufficiente ad affrontare il problema così come peraltro rilevato anche da un recente studio del CRESME (centro di ricerche di mercato) che stima le risorse necessarie in 35 miliardi di euro, calcolati su 2 mila euro al metro quadrato per alloggi da 70 metri quadrati.
Il dato demografico e l’avanzamento dell’età media in Liguria impongono un cambio di passo in termini di politica dell’abitare, innovazione tecnologica e social housing per dare risposte alle tante domande attraverso un investimento straordinario che consenta di agire anche sul fronte occupazionale edile. È il caso dell’assegnazione degli immobili attraverso la possibilità del cosiddetto auto recupero per coloro i quali anticipano gli interventi di manutenzione non strutturale da scontare successivamente sugli affitti futuri, ma che va monitorato attentamente affinchè in questo contesto non si celi lavoro nero, grigio o sottopagato.
Per concludere, oltre alle richieste sul tavolo nazionale di agire sugli incentivi fiscali sulla casa, sul PNRR e sulle opere pubbliche, è necessario che la Regione Liguria, alla quale la Fillea Cgil ha chiesto un incontro urgente, metta in campo un piano di investimenti straordinari per dare rapidamente le risposte che mancano.
Fillea Cgil Genova e Liguria


