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Comune di Genova: aperture centri estivi servizio zero sei. Fp Cgil “monetizzare non basta: serve garantire gli organici per tutto l’anno e la continuità didattica”

Nei giorni scorsi il Comune di Genova e alcuni
sindacati del comparto hanno sottoscritto un accordo che prevede un
incentivo per il personale del servizio zero che garantisce la propria
disponibilità a coprire il periodo estivo. Il problema del servizio
estivo 2026 tocca un nervo scoperto, spesso sollevato nel corso delle
mobilitazioni e degli scioperi organizzati dalla Funzione Pubblica Cgil
ed è un tema che si dovrebbe basare sull’equilibrio tra il diritto alla
conciliazione vita-lavoro delle famiglie e delle stesse lavoratrici e la
valorizzazione economica di chi si occupa dei più piccoli. È un fatto
che il personale del servizio zero sei del Comune di Genova operi
costantemente in emergenza dovuta prevalentemente alla carenza di
organico che rende impossibile coprire malattia, congedi parentali ecc.
La proposta formulata dalla Fp Cgil per coniugare le esigenze delle
famiglie con i diritti del personale, prevedeva di permettere, in
alternativa all’incentivo economico che pesa sul limitato e
insufficiente fondo del salario accessorio di tutti i dipendenti
dell’Ente, il recupero compensativo durante l’anno scolastico di una
quota delle ore lavorate a luglio (come avviene in altri Comuni). La
proposta è stata respinta dall’Amministrazione. Il modello scolastico
“aperto tutto l’anno” richiede non solo incentivi economici, ma anche
una verifica del modello stesso in termini di tenuta complessiva e
sistemica del servizio. Per tutte queste ragioni la Fp Cgil ritiene che
ridurre il tema alla sola volontà di adesione delle lavoratrici del
settore in ragione dell’incentivo economico, in mancanza della quale si
deve ricorrere all’esternalizzazione, esponga a strumentalizzazioni e
facili colpevolizzazioni di chi tutti i giorni garantisce il
funzionamento di un servizio fondamentale, nonostante le carenze di
organico e gli enormi sacrifici richiesti in termini di lavoro
straordinario, pagato e non pagato, cambi turno all’ultimo minuto e
condizioni di lavoro al limite del burnout. Ci auguriamo, quindi, che
nelle sedi opportune si affrontino i necessari ragionamenti per
traguardare le continue emergenze e costruire percorsi di strutturazione
del servizio in termini programmatori, organici e di prospettiva che
tengano assieme tanto le necessità delle famiglie e dei bambini e delle
bambine, quanto delle condizioni di lavoro e salariali di chi lavora nei
Servizi Educativi del Comune di Genova, esattamente come promesso nei
tavoli sindacali e politici.

FP-CGIL Comune di Genova