Oggi abbiamo incontrato il vicesindaco Terrile e l’assessora Pericu sull’aumento Tari. Il nostro giudizio è negativo perché di fatto le contraddizioni di anni di non scelte su una materia così delicata come quella dall’igiene ambientale si scaricano sulle famiglie genovesi. L’Amministrazione ha usato un metodo sbagliato che è quello di informare le associazioni dei consumatori dopo aver deciso e senza alcuna possibilità per queste di apportare modifiche. Per ridurre la Tari e venire incontro alle famiglie si poteva utilizzare una parte significativa della tassa di soggiorno (oltre 8 milioni di euro) modificando il patto con la Camera di Commercio, patto politico che destina il 60% al comparto produttivo del turismo e il 40% al Comune e di fatto al sociale: questa sì che sarebbe stata una scelta politica dell’amministrazione per ridurre la tassa alle famiglie. E invece a ottobre ci sarà la rottamazione delle cartelle comunali senza che quelle risorse possano essere impegnate sulla Tari. Il metodo sbagliato ha prodotto anche un’altra ingiustizia: chi vive e lavora a Genova non solo pagherà di più per i rifiuti, ma in prospettiva vedrà peggiorare il servizio per una emergenza che rimarrà presente anche nei prossimi anni.
Domani Federconsumatori sarà presente in Commissione consiliare insieme a Cgil Cisl Uil per ribadire il suo giudizio fortemente negativo.
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