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Questa mattina i sindacati degli inquilini hanno incontrato il Vicesindaco del Comune di Genova, il consigliere delegato alle politiche abitative, il direttore alle politiche sociali e il funzionario per le politiche della casa. La scelta del Governo di cancellare nei fatti il 110% per le ristrutturazioni abitative ha prodotto un danno enorme verso le case popolari. Il Vicesindaco ha confermato che, ad oggi, i progetti per i 6 mila appartamenti che gravitano su Genova non sono realizzabili. Il Comune convocherà a breve Arte, società di gestione delle case
popolari, insieme ai sindacati degli inquilini, per capire quante abitazioni vedranno la conclusione delle ristrutturazioni ipotizzate che in questo contesto saranno senz’altro una esigua minoranza. Arte dovrà
anche spiegare il perché sugli inquilini delle case popolari pesano dei “balzelli” dell’8% sulle pratiche di amministrazione e del 3% sulle pratiche di riscaldamento. Per il Sunia si tratta di strumenti che vanno
aboliti perché ingiusti e che aggravano l’indebitamento degli inquilini. Nel corso dell’incontro il Vicesindaco ha anche annunciato un diverso investimento per ristrutturazioni di circa 400/450 abitazioni rispetto alle quali però non sono stati resi noti tempi e progetti. Unitariamente sono state avanzate diverse richieste tra le quali: sterilizzare l’aumento dell’inflazione su quanto pagano gli abitanti delle case popolari; l’intervento del Comune contro il mancato rifinanziamento da parte del Governo del Fondo per la Morosità Incolpevole e dal Fondo di sostegno agli Affitti; un tavolo di confronto su tutto il sistema della casa e degli affitti a Genova che parta
dall’utilizzo dei circa 40 mila appartamenti sfitti a prezzi calmierati a favore di giovani, famiglie e basso reddito e della risorsa degli immigrati.

Bruno Manganaro
Segretario Generale Sunia Genova