Ospedale Saint Charles: allarme su carichi di lavoro, organici e sicurezza
Le scriventi Organizzazioni Sindacali, a seguito dell’assemblea del personale tenutasi in data 3 marzo 2026, alla quale hanno partecipato lavoratrici e lavoratori in regime di partita IVA, dipendenti inquadrati con CCNL AIOP e ANASTE, nonché personale in distacco funzionale da ASL1, formulano formale riscontro alla Vostra nota del 25 febbraio 2026 (prot. 00000140/2026) e contestano il quadro organizzativo e gestionale attualmente in essere presso la struttura.
La qualificazione dell’incontro richiesto in data 21 febbraio 2026 come “ultroneo” risulta del tutto inaccettabile, a fronte di segnalazioni univoche circa interventi aziendali che incidono in modo diretto e rilevante sull’organizzazione del lavoro, sulla turnistica, sui carichi e sulle condizioni di svolgimento della prestazione. Il tentativo di derubricare tali interventi a mere “modifiche amministrative” appare strumentale e non coerente con la realtà operativa rappresentata dai lavoratori.
In relazione al nuovo sistema di badge introdotto per il personale ASL1 operante presso l’Ospedale Saint Charles, da Voi definito “esclusivamente contabile” e “privo di qualsiasi impatto sul rapporto di lavoro, sulle condizioni contrattuali o sul carico di lavoro del personale”, le testimonianze raccolte descrivono un quadro opposto: coesistenza di due sistemi di rilevazione presenze, assenza di istruzioni chiare, rischio di contestazioni sulle timbrature, aggravio di adempimenti individuali e interferenze concrete sull’operatività quotidiana, sui passaggi di consegne e sulla continuità assistenziale. Non può pertanto essere condivisa la Vostra ricostruzione meramente formale e minimizzante.
L’assemblea ha inoltre messo in luce una situazione di forte criticità trasversale a tutte le tipologie di personale presenti (dipendenti GVM, personale ASL1 in distacco, collaboratori in partita IVA), con differenze di trattamento percepite tra lavoratori che svolgono mansioni analoghe, scarsa chiarezza delle linee di comando e un progressivo scivolamento verso una “riorganizzazione di fatto” non dichiarata ma concretamente operante su reparti, carichi e flessibilità richiesta.
In particolare, con riguardo alle collaborazioni in regime di partita IVA, le scriventi OO.SS. chiedono di conoscere con urgenza in che modo si intenda garantire la continuità delle attività in caso di riduzione oraria e/o sospensione degli incarichi, precisando da quale personale tali prestazioni verranno sostituite e quale sarà l’effettivo impatto sull’assistenza all’utenza. È emblematico, a titolo di esempio, il caso dei fisioterapisti, per i quali si prospetta una riduzione di fatto di quasi il 50% delle ore, a fronte della pretesa di mantenere invariati standard assistenziali e numero di prestazioni. Ciò avviene in un contesto in cui la lista di attesa per i pazienti cronici che necessitano di trattamenti fisioterapici risulta ferma a ottobre 2024, con mesi di ritardo anche sui percorsi post-operatori: ogni ulteriore taglio di ore non può che aggravare una situazione già oggi critica, ponendo seri interrogativi sulla sostenibilità delle cure e sulla responsabilità della struttura nei confronti dell’utenza.
Particolarmente grave è, più in generale, il quadro emerso sul piano assistenziale e della sicurezza: riduzione del personale effettivamente presente nei turni, mancato rispetto dei minimi assistenziali, assenza o inadeguata diffusione di protocolli operativi aggiornati e formalizzati, frequente utilizzo di doppi turni, mancato rispetto dei riposi (compreso l’intervallo minimo di 11 ore tra un turno e il successivo) e turni comunicati con scarso preavviso e oggetto di continue modifiche, coinvolgendo tutti i reparti, nessuno escluso. In tale contesto, si evidenzia in modo specifico la carenza di personale OSS, che determina un trasferimento di fatto di mansioni e incombenze assistenziali su altre figure professionali, già sovraccariche, con un ulteriore aggravio dei carichi di lavoro e un aumento del rischio operativo per tutti gli operatori coinvolti. Si segnala, inoltre, che gli spostamenti del personale da un reparto all’altro risultano disposti senza una preventiva e adeguata valutazione da parte del medico competente, con l’effetto di esporre i lavoratori a mansioni e contesti organizzativi non sempre compatibili con il loro stato di salute e con eventuali limitazioni, in assenza di adeguate tutele formali e sostanziali.
Tali prassi, come si evince dall’analisi dei turni di lavoro, si pongono in aperto contrasto con la normativa in materia di orario di lavoro e con i più elementari principi di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, determinando un concreto incremento del rischio di errore e di infortuni per gli operatori e una grave compromissione degli standard di qualità e sicurezza delle cure rese ai pazienti. Non siamo quindi di fronte a “ingiustificato allarme” generato dall’azione sindacale, bensì a un allarme pienamente giustificato dalle condizioni operative attuali.
Alla luce di tale quadro, riteniamo indispensabile che le condizioni di lavoro e di sicurezza sopra descritte siano oggetto di una specifica e puntuale valutazione da parte del RSPP aziendale e degli RLS presenti, in un’ottica di effettiva applicazione delle misure di prevenzione e protezione e di aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi in coerenza con l’organizzazione reale del lavoro.
Per tutto quanto sopra, le scriventi OO.SS.:
– diffidano la Direzione dal proseguire nell’adozione di ulteriori interventi organizzativi unilaterali idonei a incidere sulle condizioni di lavoro e sui livelli assistenziali, in assenza di un preventivo e reale confronto sindacale;
– chiedono la convocazione immediata di un incontro con la Direzione dell’Ospedale Saint Charles, con la partecipazione di ASL1 e del Coordinatore ATS Liguria, per: illustrare in modo puntuale finalità, funzionamento e ricadute del nuovo sistema di badge; chiarire l’assetto organizzativo complessivo della struttura e le rispettive responsabilità tra personale GVM, personale ASL1 in distacco e collaboratori in partita IVA; verificare il rispetto degli accordi regionali e decentrati vigenti; affrontare e rimuovere le criticità relative a organici, minimi assistenziali, protocolli operativi e rispetto della normativa in materia di orario di lavoro e sicurezza.
Chiediamo, inoltre, ad ATS di fornire formale riscontro in merito all’ispezione effettuata nella giornata di ieri presso la struttura, indicando quali criticità siano state rilevate e quali eventuali prescrizioni o raccomandazioni ne siano derivate, al fine di poterne valutare compiutamente l’impatto sull’organizzazione del lavoro e sulla qualità dell’assistenza resa all’utenza.
L’incontro richiesto dovrà essere convocato entro e non oltre 7 giorni dal ricevimento della presente. In difetto, le scriventi OO.SS. procederanno alla formale dichiarazione dello stato di agitazione, per la cui attivazione hanno già ricevuto espresso mandato dai lavoratori in sede di assemblea del 3 marzo 2026, con ogni conseguente iniziativa nelle sedi competenti.
Cordiali Saluti.
FP CGIL CISL FP UIL FPL FIALS Nursing UP Nursind RSU ATS -AREA1