Il Primo Maggio sarà veramente una festa quando sarà ridata dignità al lavoro e per ora siamo lontani dall’obiettivo come dimostra il decreto varato in questi giorni dal governo. L’attenzione dell’esecutivo è a senso unico e guarda solo alle imprese che per l’ennesima volta riceveranno risorse e sgravi fiscali per incentivare le assunzioni, ma nemmeno un euro è stato stanziato per i lavoratori. Se davvero si vuole celebrare il lavoro e riconoscere il suo valore si dovrebbero aumentare i salari, combattere la precarietà e migliorare le condizioni di salute e sicurezza. Su questa partita la nostra provincia ha molto da fare se pensiamo che in Liguria nel 2025 sono state registrate 18.640 denunce di infortunio sul lavoro, in pratica 51 denunce di infortunio per ognuno dei 365 giorni dell’anno appena concluso. Aumentano e di parecchio i casi mortali denunciati, ben 32 in 12 mesi, 3 al mese, 6 in più del 2024 (+23,1%). Di questi ben 7 nella nostra provincia: 2 in più rispetto al 2024. Sono dati non degni di un Paese civile e che dovrebbero interrogare politica e imprese. Ecco perché il Primo Maggio è una ricorrenza da celebrare non solo per il suo significato storico ma anche per quello sociale e civile. Il movimento dei lavoratori ha conquistato negli anni tutele e diritti che oggi sono attaccati pesantemente e vanno difesi. Molti diritti sono ancora da conquistare e penso ad esempio ad una effettiva parità di genere che al momento non c’è viste anche le pesanti differenze retributive tra uomini e donne. Secondo i dati Inps nel 2022 la retribuzione media annua, pari a 35.579,28 euro nel complesso, risultava molto differenziata sia per età sia per genere. In particolare aumentava al crescere dell’età fino a stabilizzarsi dai 55 anni in poi e risultava essere costantemente più alta per il genere maschile (41.929,62 euro contro 31.312,16 euro per le femmine nel totale, il 25,3% in meno della retribuzione media dei maschi pari a -10.617,46 euro). La festa dei lavoratori quindi è attuale e necessaria e deve rappresentare soprattutto un momento di riflessione e rivendicazione: perché veramente diventi una festa occorre ridare dignità al lavoro e riconoscere i diritti di lavoratrici e lavoratori.
Tiziano Tomatis Segretario Generale Cgil Imperia


