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Ancora una volta come sindacato apprendiamo dalla stampa un provvedimento del Comune di Genova che coinvolge lavoratori fragili come i rider senza essere stati coinvolti.

Ricordiamo per l’ennesima volta che esiste una richiesta di CGIL, CISL e UIL che giace da mesi inascoltata su qualche scrivania di palazzo Tursi per cercare soluzioni a sostegno dei rider che operano in città e che lavorano fra pesanti difficoltà.

I provvedimenti della procura di Milano che configurano il reato di caporalato per due fra le più grandi piattaforme di delivery presenti sul territorio dimostrano che il tema va trattato con attenzione e serietà e in proposito “l’invito“ da parte del Comune, fatto con questa modalità, rivolto a colossi come i detentori di queste piattaforme a rivedere gli orari di consegna tra le 12 e le 16, rischia di essere del tutto superfluo e propagandistico, oltre che dannoso per i lavoratori che vedono concentrarsi in quella fascia oraria molte delle loro consegne e che, senza interventi al reddito mirati, si ritroverebbero in serie difficoltà economiche.

Stesso vale per la richiesta di intervento da parte dell’Ispettorato che, se non si conosce a fondo quel mondo e la tipologia di contratti che vi gravitano, rischia di arenarsi nel nulla.

La propaganda fine a sé stessa non serve: occorrono soluzioni condivise con chi conosce la materia altrimenti si danneggiano lavoratori già fragili e sottopagati. Invitiamo il Comune a non promuovere provvedimenti confusi e raffazzonati senza un approfondimento serio e soprattutto senza un sostegno che garantisca il reddito dei lavoratori coinvolti. Chi vuole fare da solo spesso sbaglia, le problematiche dei rider vanno trattate complessivamente e non a seconda dell’appeal comunicativo che possono avere.

I lavoratori del delivery hanno bisogno di strutture, di punti di ristoro rinfrescati, di informazioni chiare e di sostegno per tutti i loro bisogni, per questo mesi fa abbiamo chiesto al Comune di aumentare le case dei rider, di dotarle di più servizi e di renderle più confortevoli. Se si hanno a cuore i lavoratori non servono annunci roboanti, occorre concretezza, voglia di fare e predisposizione all’ascolto, tutte cose che purtroppo ad oggi continuano a mancare.

Cgil Cisl Uil Genova