Lo scorso agosto si è svolto in Belgio il ricordo della strage di Marcinelle, tragedia che costò la vita a 262 minatori di cui 136 italiani. Sono passati 70 anni da quella strage che come ogni anno viene ricordata in rispetto delle vittime e come memoria che si rinnova attraverso l'attualizzazione del valore della dignità del lavoro. Nonostante siano stati fatti molti passi avanti sui temi dei diritti sul lavoro, su salute e sicurezza ancora molto resta da fare.
È uno dei temi emersi alle iniziative Sulla strada dei minatori organizzata dalla Fillea Cgil, il sindacato delle costruzioni, alle quali hanno partecipato una folta delegazione genovese e di lavoratori impegnati nelle grandi opere a Genova.
Una serie di eventi organizzati in Basilicata a Lauria e in Calabria a Serricella d'Acri, a Pagliarelle a Petilia Policastro, rinnovando il ricordo del settantesimo della strage.
La realtà dei minatori di Lauria, Serricelle e Pagliarelle è storia di fatica, orgoglio, tradizione e dolore: intere comunità dedite al lavoro in galleria e nel sottosuolo, attraverso una trasmissione di saperi e professionalità. E molti di loro, intere generazioni di lavoratori, sono occupati nei tanti cantieri nel nostro paese, inclusi quelli liguri e genovesi, dal Nodo ferroviario al Terzo valico, allo Scolmatore del Bisagno e Ferreggiano, uomini che scavano il territorio, gallerie e passaggi per costruire le grandi opere necessarie al Paese.
“Sulla strada dei minatori” quindi è anche il viaggio dei lavoratori che partono dal Mezzogiorno e che per mesi vivono nei campi base dei grandi cantieri della Liguria per costruire gallerie, tunnel, trafori, autostrade o collegamenti ferroviari. Il percorso di una forza lavoro altamente specializzato, ma pericoloso e discontinuo, che inizia anche da questi tre comuni del sud Italia, comunità che devono convivere costantemente con la precarietà in un contesto di profonda arretratezza economica. Paesi prevalentemente popolati da madri e figli e che, tradizionalmente nel mese di agosto, si ripopolano con i minatori, le famiglie si ricompongono per poi congedarsi ancora al termine dell’estate.
Quella dei minatori rappresenta una grande esperienza sindacale e di lotta sociale del nostro paese che ha interessato e interessa il nostro territorio. Il dolore, come ci ricorda Marcinelle è parte integrante di questa storia sia per troppi martiri sul lavoro sia per le conseguenze di malattie professionali che spesso, proprio in questo settore, non hanno lasciato scampo.
Una storia fatta da uomini che hanno sacrificato l’intera loro esistenza per mantenere le famiglie e che con il loro sacrificio hanno contribuito a far crescere il nostro territorio e contribuire allo sviluppo economico di questo Paese.
Per la Fillea Cgil genovese è stato motivo di grande orgoglio partecipare alle iniziative di quest’estate e una occasione per approfondire, conoscere e condividere maggiormente le difficoltà di un lavoro ancor oggi di grande difficoltà e durezza. L’obiettivo è sempre lo stesso: migliorare le condizioni di lavoro e costruire una contrattazione sempre più rispondente ai bisogni dei lavoratori, ai loro diritti, alla sicurezza.
Fabio Marante è Segretario Generale Fillea Cgil Genova e Liguria