La notizia dell’arresto di alcuni accusati di attività di intermediazione illecita nell’ambito delle lavorazioni a Vado per la costruzione dei cassoni destinati alla nuova diga foranea del Porto di Genova, è una notizia che allarma ma che non sorprende. Come spesso denunciato dal sindacato, attività illegali e pesanti irregolarità si manifestano nell’ambito di flussi importanti di manodopera anche nel perimetro di investimenti pubblici.
È il caso dell’azienda all’interno del Porto di Vado dedicata alla costruzione dei cassoni destinati al riempimento della nuova Diga Foranea del Porto di Genova che aveva visto crescere esponenzialmente i propri occupati nell’ambito di pochi mesi.
Lo scorso maggio però la committenza Fincosit aveva rescisso il contratto e le prime drammatiche conseguenze si sono avute sui 127 edili indiani e pakistani occupati. La Fillea Cgil aveva chiesto l’intervento dell’autorità pubblica per fare luce sulla vicenda prendendo in carico i lavoratori a partire dalla verifica delle corrette retribuzioni denunciate in Cassa edile. Inoltre ha organizzato prima un incontro per l’intesa – ancora non raggiunta – per l’ammortizzatore sociale e quindi un presidio il 22 maggio sotto la Regione per avere rassicurazioni sulla ricollocazione. Nonostante le rassicurazioni del Presidente Bucci gli edili oggi attendono ancora il pagamento delle retribuzioni e un nuovo impiego.
In attesa che la magistratura faccia il suo corso, e al di là delle conseguenze della drammatica vicenda anche rispetto ai risvolti sui permessi di soggiorno, è necessario che istituzioni e imprese sostengano la cultura della legalità non a parole ma con gesti concreti.
“L’accaduto conferma quanto sostenuto da tempo ovvero, che nelle grandi opere, assistiamo a fenomeni di sfruttamento che esplicitano una scarsa attenzione soprattutto delle committenze. In questo momento riteniamo fondamentale e prioritaria la tutela dei lavoratori per garantire il mantenimento del titolo di soggiorno. Siamo in presenza probabilmente di vere e proprie reti specializzate nella intermediazione e nello sfruttamento di manodopera con una legge Bossi-Fini che supporta queste pratiche. Gli Enti, che hanno erogato i falsi attestati, vanno cancellati dai soggetti abilitati alla formazione, da tempo lo chiediamo al Governo”, è quanto afferma il segretario generale della Fillea Cgil Antonio Di Franco intervenuto sulla vicenda.
La Fillea Cgil garantirà assistenza ai lavoratori in ogni sede.
Fillea Cgil Savona e Liguria
Cgil Genova, Savona, Cgil Liguria


