La CGIL della Spezia annuncia una linea di assoluta fermezza nei confronti degli insulti, delle offese e dei contenuti diffamatori rivolti all’organizzazione e ai suoi rappresentanti attraverso i social network. D’ora in avanti ogni episodio che oltrepassi il confine del legittimo diritto di critica sarà valutato e, ove ne ricorrano i presupposti, perseguito nelle sedi competenti.
“La critica, anche la più severa, è il sale della democrazia e il confronto, anche aspro, fa parte della dialettica civile – dichiara Luca Comiti, Segretario generale della CGIL della Spezia – ben diverso è il caso degli insulti, delle offese personali, della diffamazione e dell’odio riversato sui social. Questi comportamenti non hanno nulla a che vedere con la libertà di espressione e non saranno più tollerati.”
La CGIL ricorda che già nei mesi scorsi un procedimento legale si è già concluso con il riconoscimento delle ragioni dell’organizzazione: l’autore degli insulti ha corrisposto una somma di denaro che è stata interamente devoluta in beneficenza.
“Quello non sarà un caso isolato – prosegue Comiti – ogni volta che saremo costretti ad agire per tutelare il nostro buon nome e la nostra reputazione, le eventuali somme riconosciute alla CGIL saranno destinate a iniziative di solidarietà e a giuste cause. Trasformeremo l’odio in un gesto concreto di aiuto verso chi ne ha bisogno.”
Per la CGIL della Spezia la tutela della propria immagine non rappresenta un interesse particolare, ma la difesa di una comunità composta da migliaia di iscritte e iscritti, delegate e delegati, pensionate e pensionati, lavoratrici e lavoratori che ogni giorno si impegnano per la difesa dei diritti, della dignità del lavoro e della giustizia sociale.
“Difendere l’onorabilità della CGIL significa difendere il lavoro e l’impegno quotidiano di tante persone che operano con serietà e passione al servizio della collettività – conclude Comiti – continueremo ad accettare il confronto, le critiche e le opinioni diverse, perché fanno parte della democrazia. Ma non consentiremo più che il dibattito degeneri nell’insulto, nella diffamazione e nell’odio. Chi pensa di poter offendere impunemente la CGIL nascosto dietro una tastiera sappia che ne risponderà davanti alla legge.”


