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Il datore di lavoro non può in modo unilaterale cambiare il contratto di lavoro ai propri dipendenti. È questa la sintesi della sentenza emessa dal Tribunale di Savona in merito ad una causa pilota sostenuta dalla Funzione Pubblica Cgil.

Nel 2020 l’Associazione “La nostra Famiglia”, centro riabilitativo per minori, disabili e psichiatrici operante in tutta Italia e con una sede a Varazze, da un giorno all’altro decide di applicare un nuovo contratto di lavoro ai propri dipendenti, circa una ventina. Il nuovo contratto (Aris RSA) è sfavorevole per i dipendenti rispetto a quello applicato nel contratto della Sanità Privata, sottoscritto dalle Associazioni datoriali ARIS e AIOP alla prima delle quali faceva parte l’Associazione. Il CCNL che l’Associazione ha imposto prevede orari di lavoro più estesi e condizioni economiche peggiorative. L’aspra mobilitazione sindacale che ne è seguita si è concretizzata anche attraverso una causa pilota che ha visto protagonista una dipendente dell’Associazione “abbiamo deciso di intraprendere questa strada principalmente per due motivi, il primo per contrastare una decisione assurda ed illegittima e il secondo per contribuire a creare giurisprudenza sul caso – commenta Stefania Druetti della Funzione Pubblica savonese – forse qualcuno pensa di poter agire in un contesto senza regole e invece la sentenza del Tribunale di Savona assegna un punto molto importante al diritto sul lavoro e come sindacato ne siamo particolarmente fieri e, forti di questo pronunciamento, andremo avanti nella battaglia per il riconoscimento del contratto corretto per gli altri dipendenti”.

La sentenza ha riconosciuto alla ricorrente il diritto all’applicazione del contratto corretto e ha condannato l’Associazione a corrisponderle le differenze retributive e il rimborso delle spese legali.

 

Fp Cgil Savona