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Le politiche nazionali del Governo sui centri di permanenza per i rimpatri in Liguria, sposate dal Presidente Toti e accolte con entusiasmo dal Sindaco di Ventimiglia Flavio Di Muro, non sono condivisibili perché peggiorano le condizioni dei migranti e quelle dei cittadini liguri e del territorio. Rispetto all’ennesimo sì del Presidente Toti come prezzo pagato dalla Liguria ai rapporti politici con il governo nazionale, ci sembra molto più centrata, con i problemi della nostra regione (ricerca manodopera, bassa natalità ecc.), la sua proposta di prevedere per i migranti percorsi di formazione e lavoro incompatibili con la detenzione.

Creare un CPR a Ventimiglia significa trasformarla in un grande centro di detenzione dove bloccare sino a 18 mesi i circa 30 mila respingimenti effettuati ogni anno dalla Francia. A questi si aggiungerebbero i migranti provenienti dalle altre regioni che, al contrario della nostra, si stanno rifiutando di ospitare le strutture di detenzione.

Le politiche repressive non portano ad alcun risultato, anzi. Il caso delle guardie giurate davanti al cimitero di Ventimiglia, dove i migranti trovavano acqua e servizi igienici, si sono dimostrate un inutile e dannoso dispendio di risorse pubbliche. Ora infatti i migranti sono lasciati allo sbando e sparsi per la città.

Solo i centri di accoglienza possono dare risposte ai bisogni primari delle persone in transito e toglierle dalla strada, diminuendo il ruolo dei passeur e della malavita organizzata, diminuendo i disagi alla cittadinanza e alle attività economiche.

Per ragionare su temi così delicati, nei mesi scorsi, Cgil Cisl Uil e diverse realtà del territorio hanno chiesto un incontro con il Ministro Piantedosi, ma ad oggi non è arrivata alcuna disponibilità.

Camera del Lavoro Imperia e Cgil Liguria