Presidio questo pomeriggio in Consiglio Regionale organizzato da Fp Cgil e Uil Fp. La protesta, che ha coinvolto il personale dell’Azienda Ospedaliera Metropolitana, dell’Azienda Tutela della Salute Liguria Area 3 e Area 4, E.O. Galliera, Ospedale Evangelico, è stata organizzata a sostegno dello stato di agitazione del personale contro gli effetti prodotti dalla nuova riforma sanitaria regionale, tra cui: carenza di personale e ritardi nelle assunzioni; caos totale sull’erogazione dell’indennità di pronto soccorso, carenza di organico nelle case e ospedali di comunità, mancata mobilità interaziendale, mancata armonizzazione del salario accessorio con gli accordi di miglior favore, incertezza sul futuro dei servizi amministrativi.
Una protesta necessaria, quella di questo pomeriggio, motivata da una situazione ormai divenuta insostenibile per lavoratrici e lavoratori, e che rischia di compromettere la qualità dei servizi offerti ai cittadini. Nello specifico, le strutture sanitarie continuano a operare in condizioni di grave sottorganico. Le procedure assunzionali risultano lente e incapaci di rispondere ai fabbisogni reali, con ricadute pesanti sui carichi di lavoro e sulla sicurezza delle cure.
Gli organici sono insufficienti. Case e Ospedali di Comunità, le nuove strutture territoriali pilastro della riforma sanitaria, sono state avviate senza un adeguato dimensionamento del personale. Senza investimenti concreti, il rischio è quello di creare contenitori vuoti, incapaci di garantire servizi effettivi.
Sul passaggio forzato del personale di Villa Scassi verso AOM e mancata mobilità interaziendale la gestione del personale coinvolto nel trasferimento verso l’Azienda Ospedaliera Metropolitana è avvenuta senza confronto e senza garantire la possibilità di una mobilità volontaria. Una forzatura inaccettabile che mina diritti e tutele.
Nonostante gli impegni assunti in sede di approvazione della riforma, manca ancora una strategia chiara per armonizzare il salario accessorio e tutelare gli accordi di miglior favore. C’è il caos nell’erogazione delle indennità di Pronto Soccorso: le indennità vengono gestite con criteri non uniformi, ritardi e interpretazioni discordanti, creando disparità tra operatori e disorganizzazione nelle strutture.
L’incertezza sul futuro delle sedi lavorative tra ATS e il plesso AOM di Villa Scassi per cui Il personale vive una condizione di totale incertezza rispetto alla collocazione futura e ai modelli organizzativi. Una riforma non può essere costruita sulla pelle dei lavoratori.
La confusione nella riorganizzazione dei servizi amministrativi. La riorganizzazione appare priva di una visione complessiva, con sovrapposizioni, poca chiarezza e assenza di un confronto reale con le rappresentanze sindacali.
L’eccessivo utilizzo dello strumento della cessione di ramo di azienda. In questo modo si elude la partecipazione delle Organizzazioni Sindacali al percorso di riorganizzazione. Eccessivo spacchettamento dei servizi.
La FP CGIL e la UIL FP chiedono risposte immediate ritenendo indispensabile un piano straordinario di assunzioni; una programmazione trasparente sulla riforma e sulle ricadute organizzative; il rispetto delle prerogative sindacali; la tutela e il rispetto delle professionalità coinvolte nei processi di riorganizzazione; un confronto vero, non formale, con le organizzazioni sindacali.
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