Sanità in Liguria: a tre mesi dalla riforma ai vecchi problemi se ne sono aggiunti di nuovi. Cgil: servono subito costruttive relazioni sindacali
Questa mattina in Regione si è svolto un incontro con all’ordine del giorno il prossimo piano socio sanitario ligure. Nell’incontro però la Regione ha definito solo alcuni titoli senza entrare nel merito delle questioni. Per la Cgil è necessario che la politica si assuma la responsabilità di questa fase con una maggior presa in carico delle tante questioni che affliggono la sanità. A tre mesi dalla riforma infatti non solo non si è agito sulla qualità della sanità ligure ma la riforma ha prodotto una serie di nuove problematiche che sommandosi alle vecchie stanno avendo pesanti ricadute su personale e pazienti. I fatti di cronaca sui pronto soccorso e l’aumento delle difficoltà all’accesso alla sanità peraltro confermano il disagio che stanno vivendo operatori e utenti. La cancellazione delle asl tradizionali con l’accorpamento in una unica struttura sta producendo una serie di problemi: manca una struttura direzionale che sappia indicare il nuovo percorso e i coordinatori sui territori sono di fatto figure senza potere decisionale. La mancanza di leadership unita alla confusione organizzativa stanno generando condizioni di insicurezza per gli operatori che, da dipendenti di una struttura di fatto lavorano presso un’altra azienda.
Problemi su personale e pazienti si registrano anche per la case di comunità che dovrebbero essere il fulcro di ogni riforma e che invece non stanno funzionando come dovrebbero. Su questo punto la Cgil ha chiesto espressamente se nelle case di comunità inaugurate siano rispettati gli standard sanitari previsti dalla legge.
In un momento di transizione delicato come questo, il confronto con il sindacato dovrebbe essere giornaliero per provare a risolvere i tanti problemi che si presentano. Invece non si hanno informazioni dettagliate né sul nuovo piano socio sanitario né sull’accorpamento che ha riunito il personale di 5 Asl in unico ente e i plessi ospedalieri dell’area metropolitana.
I motivi che hanno spinto la Cgil a organizzare la manifestazione del 4 dicembre scorso sotto il Consiglio regionale restano tutti. Per la Cgil c’è bisogno di un sistema di relazioni sindacali molto più stringente affinchè a pagare le scelte di una amministrazione che ha voluto frettolosamente mettere in campo la riforma sanitaria non siano solo pazienti e operatori.
Cgil Liguria