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In queste settimane si stanno susseguendo diverse notizie sulla sanità in Liguria: dal presunto buco di bilancio di circa 150 milioni di euro all’abbattimento delle liste d’attesa che si otterrebbe – secondo la Regione Liguria – minacciando di tagliare i premi legati agli stipendi dei direttori generali. È come dire che la lunghezza delle liste d’attesa c’è perchè c’è una volontà esclusiva dei direttori generali: se fosse così, la Regione dovrebbe rimuoverli tutti e subito.
In realtà la sanità ligure ha noti problemi strutturali e questo accade nonostante l’arrivo puntale dei dati di Alisa che cercano di alleggerire una situazione disastrosa che è sotto gli occhi di tutti, soprattutto di chi è costretto a curarsi fuori Regione.
Le cause delle liste d’attesa vanno ricercate nel Piano socio sanitario della Regione e nella sua attuazione concreta a partire dalla strutturale carenza di personale nelle strutture pubbliche, alla mancanza di una necessaria riorganizzazione della medicina territoriale che va potenziata e senza la quale i pazienti sono costretti a rivolgersi ai pronto soccorso o, appunto, alla sanità di altre regioni.
Le cabine di regia possono essere uno strumento utile se è chiaro su quali direttrici si orientano. Qualche mese fa il Presidente Toti ha annunciato ai sindacati confederali che sarebbero disponibili 50 milioni di euro da destinare al taglio delle liste d’attesa. Ci chiediamo, visto anche il presunto buco di bilancio, quanti ne siano veramente disponibili e soprattutto se queste risorse verranno indirizzate per rispondere alla necessità di rafforzare il sistema pubblico anche per i prossimi anni, o saranno solo disponibili per il mercato privato che ha obiettivi diversi rispetto a quelli del servizio sanitario pubblico il cui obiettivo è il diritto universale alla salute che non lascia solo o indietro nessuno.
I problemi della sanità ligure possono essere risolti solo con una visione complessiva che abbia l’obiettivo di incentivare il servizio pubblico e, a fronte di questa situazione che mette a rischio il sistema socio sanitario ligure, la Cgil chiede alla Regione chiarezza e un confronto urgente nelle sedi istituzionali.

Cgil Liguria