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È previsto per la mattina di martedì 23 giugno l’arrivo nel porto della Spezia della nave Solidaire con a bordo 43 migranti, provenienti da diversi Paesi africani e soccorsi nel Canale di Sicilia.

CGIL, ARCI, ANPI, Amnesty International La Spezia, Buon Mercato, Mediterraneo, Circolo Pertini, LeAli a Spezia/AVS, Partito Democratico, Rifondazione Comunista, Partito Comunista Italiano, Italia Viva, Legambiente, Federconsumatori, Circolo Operaio, Compagno è il mondo, Rete Pace e Disarmo La Spezia e Rete per la Pace Sarzana dichiarano:
“Denunciamo ancora una volta le scelte del Governo, che continuano ad assegnare porti lontani invece del porto sicuro più vicino, come previsto dalle convenzioni internazionali e dal diritto del mare. Una decisione che costringe persone già duramente provate da esperienze traumatiche ad affrontare ulteriori giorni di navigazione, aggravando le loro condizioni.

Siamo certi che anche questa volta la città della Spezia saprà rispondere con umanità e solidarietà, accogliendo con dignità le persone migranti, nel rispetto dei diritti umani e dei valori fondamentali della convivenza civile.

Guardiamo inoltre con grande preoccupazione alle recenti scelte assunte a livello europeo in materia di immigrazione e asilo. L’approvazione del nuovo regolamento sui rimpatri rappresenta un ulteriore arretramento rispetto ai principi che, nel secondo dopoguerra, hanno costituito le fondamenta del diritto internazionale e della tutela delle persone in fuga da guerre, persecuzioni e povertà. La possibilità di esternalizzare i rimpatri attraverso centri collocati in Paesi terzi e l’inasprimento delle politiche di espulsione rischiano di compromettere gravemente il diritto d’asilo e le garanzie fondamentali delle persone migranti.

Riteniamo estremamente grave che forze politiche europee continuino a inseguire le posizioni dell’estrema destra sul terreno dell’immigrazione, alimentando una narrazione fondata sulla paura e sulla contrapposizione. Dare la caccia ai migranti, rinchiuderli ed espellerli senza adeguate garanzie non renderà le nostre città più sicure: produrrà soltanto ulteriore sofferenza, marginalizzazione e violazioni dei diritti umani.

Le destre europee continuano a utilizzare il fenomeno migratorio come strumento di propaganda e ricerca del consenso, facendo leva sulle paure delle persone e colpendo chi è più vulnerabile. Per questo continueremo a essere impegnati, nelle istituzioni e nella società civile, per difendere i diritti umani, il diritto d’asilo, la dignità delle persone, l’integrazione e la libertà di movimento, valori indispensabili per una società democratica, aperta e inclusiva”.