image_pdfimage_print

Giovedì 23 dicembre e venerdì 31 dicembre 2021

Sciopero a Genova e in Liguria delle lavoratrici e dei lavoratori Siat e Unipolsai.

I sindacati: “Nessun confronto sul lavoro agile anche dopo la ripresa dei contagi da Covid: con il metro si stabilisce chi può restare in ufficio e chi può usufruire del lavoro da casa: inaccettabile”.

Sciopero di tutti i dipendenti delle sedi Siat e Unipolsai previsto a Genova e, in contemporanea, a Savona e La Spezia per giovedì 23 dicembre e venerdì 31 dicembre 2021. Altri scioperi si sono svolti a scacchiera proprio nei giorni scorsi in altre città italiane, mentre i dipendenti della Liguria (300 A Genova, 10 a Savona 10 a La Spezia suddivisi in due ispettorati) incroceranno le braccia insieme ai colleghi di Firenze nei prossimi giorni. Un caso di positività si registra ogni due giorni all’interno delle società sopracitate, eppure i vertici aziendali continuano ad evitare un ragionamento serio con il sindacato sul tema di salute e sicurezza.  Nelle scorse settimane, le  rappresentanze  sindacali  aziendali   di Siat   e Unipolsai hanno ricevuto il mandato  dalle lavoratrici e dai lavoratori riuniti in assemblea di proseguire   la mobilitazione contro   la  deriva   autoritaria   dei   vertici  aziendali che rifiutano  un confronto costruttivo con il sindacato sul tema del lavoro agile  e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Nello specifico, a Genova circa 300 tra lavoratrici e lavoratori di Siat incroceranno le braccia nelle ultime quattro  ore di giovedì 23 dicembre e per l’intera giornata di venerdì 31 dicembre, così accadrà per una ventina di addetti suddivisi tra Savona e La Spezia.  “Le persone all’interno delle aziende sono spaventate – spiegano Rosario Scicchitano, Rsa First Cisl Genova, Emilia Rossi Fisac Cgil e Claudio Pellizzeri, segretario regionale Uilca – C’è chi ha bambini piccolissimi, chi ha genitori anziani, chi ha paura per se stesso. Per queste ragioni abbiamo chiesto più volte a Siat e Unipol Sai di essere informati rapidamente sui contagi, almeno tramite un Rls, ma nessuna comunicazione ufficiale è mai arrivata al sindacato. Invece ci viene riferito dai colleghi che si usa il metro per prendere le misure tra una scrivania e l’altra per stabilire chi può lavorare dall’ufficio e chi da remoto. Chi resta, purtroppo, continua a lavorare in ambienti insalubri in cui non viene eseguita una tempestiva
sanificazione”.

Nel corso delle due mattinate di protesta si svolgeranno i volantinaggi che riguarderanno una rappresentanza minima di lavoratori per evitare inutili assembramenti in un momento critico di ripresa dei contagi.