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La bandiera della solidarietà

Anche questo caldo periodo estivo è stato caratterizzato da quella che impropriamente viene chiamata emergenza migranti. In realtà è da tempo che non si tratta più di una emergenza, ma di un vero e proprio esodo che spinge persone afflitte da fame e guerra a cercare altrove la sopravvivenza per sé e per i propri figli. E’ evidente che il tema dei migranti, degli sbarchi e del salvataggio delle persone non debba riguardare solo l’Italia, ma debba essere assunto dall’Europa, cominciando a cambiare il regolamento di Dublino; i recenti decreti sicurezza assunti nel nostro Paese però sono andati oltre: hanno colpito i più deboli e sono serviti come strumento di propaganda per distogliere l’attenzione dai problemi delle persone. La Cgil chiede da tempo il cambiamento delle politiche dell’immigrazione per rimettere l’umanità al centro dell’azione politica per far sì che odio, razzismo e intolleranza non trovino più spazio in una società civile e democratica. A questo proposito la Camera del Lavoro di Genova partecipa alla campagna nazionale #IoAccolgo sui temi dell’inclusione e dell’accoglienza. La campagna, promossa da più di 40 associazioni della società civile, è pensata per dare voce a chi rifiuta un mondo fondato sull’odio e sulla paura e si riconosce invece nei principi della Costituzione, nei diritti uguali per tutti e nella solidarietà. Le attività delle associazioni sono volte a denunciare i danni della recente legislazione che condanna i migranti a morire in mare, che chiude i porti anche ai bambini, che cancella esperienze di accoglienza virtuose gettando per strada migliaia di richiedenti asilo e rifugiati, alimentando xenofobia e razzismo e che hanno generato una seria crisi occupazionale nel sistema di accoglienza. Solo nella nostra città sono diverse centinaia le persone che hanno perso l’occupazione in conseguenza delle nuove norme.

Il nostro Paese è passato da essere un paese che sperimentava accoglienza ed integrazione ad un Paese che erige grandi muri che negano alle persone i diritti fondamentali. Chi scappa da guerra e fame non può essere fermato, e se è giusto che tutta l’Unione europea si faccia carico del problema dell’accoglienza, è altrettanto vero che i problemi dell’Italia sono altri: il lavoro che non c’è, i morti sul lavoro che continuano ad essere centinaia ogni anno, l’evasione, la corruzione e l’illegalità che condannano tutti quanti a pagare più tasse di quello che dovremmo.

La Camera del lavoro continuerà a sostenere con forza chiunque faccia della solidarietà la propria bandiera e a tutelare i diritti fondamentali chiedendo in ogni sede la cancellazione dei decreti sicurezza. Al nuovo Governo la Cgil chiede discontinuità perché non è più tollerabile assistere ad immagini in cui donne, bambini e malati sono trattenuti a bordo per giorni e giorni. Sul tema dell’immigrazione, ciò che farà realmente comprendere il cambio di passo del governo che verrà, non saranno le strategie politiche messe in atto dall’una o dall’altra parte, ma gli atti concreti per cambiare le legge ingiuste del nostro Paese a partire da quelle più inumane. La Cgil chiede un Governo che metta al centro della propria azione l’equità e le giustizia sociale, che sia chiaramente antifascista e antirazzista. E che soprattutto riconosca il ruolo delle parti sociali a partire dal confronto leale e costruttivo con i rappresentanti delle lavoratrici e dei lavoratori di questo paese.

 

Elena Bruzzese Segretaria Camera del Lavoro di Genova