Maggiori risorse per la cantieristica

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Nei giorni scorsi Cgil Cisl e Uil della Liguria hanno sottoscritto un Protocollo di collaborazione con Fincantieri e Regione Liguria.
Spesso rischiamo di dimenticarlo, ma la nostra regione ospita 3 cantieri del gruppo (Muggiano, Riva Trigoso e Sestri Ponente), la Direzione Navi Militari di via Cipro a Genova e il centro di ricerca Cetena che in totale occupano quasi 2.400 lavoratori.
In Liguria si progettano e si costruiscono navi da crociera e navi militari.
Dopo un lungo periodo di silenzio, si torna finalmente a parlare del progetto del ribaltamento a mare del cantiere di Sestri Ponente per costruire navi da crociera più grandi e i nostri cantieri sono impegnati nel rinnovo della flotta militare italiana e concorrono per importanti commesse per le marine straniere.
Dopo tante difficoltà, che sono state affrontate e superate grazie all’impegno e ai sacrifici dei lavoratori, per i prossimi anni ci sono importanti carichi di lavoro e la cantieristica può tornare ad essere motore dello sviluppo manifatturiero della regione.
Il Protocollo ha proprio questo obiettivo: consolidare il rapporto tra Fincantieri e il nostro territorio e avviare un percorso di collaborazione per favorire l’incrocio tra domanda e offerta di lavoro, offrire occasioni di lavoro di qualità e facilitare l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro.
Per fare questo nel Protocollo si prevede di aprire sportelli dei centri per l’impiego direttamente nei cantieri e si ragiona di costruire una rete di relazioni con il sistema dell’istruzione e della formazione professionale per fare in modo che i nostri ragazzi vengano formati e accompagnati nel mondo del lavoro, contrastando le forme di sfruttamento e costruendo migliori opportunità di lavoro. Ma siamo solo all’inizio del percorso che può partire solo se la Regione accelera sull’apertura degli sportelli. Perché la procedura si concretizzi occorre la  riorganizzazione dei servizi per l’impiego e occorre fare dialogare di più e meglio mondo della formazione e della scuola con il mondo del lavoro, cosa che può diventare un vero fattore di competitività del territorio.
Sicuramente bisogna cogliere tutte le opportunità offerte dalla nostra naturale vocazione turistica, ma il futuro della Liguria passa ancora dall’industria manifatturiera. Un’industria di qualità che scommette su innovazione e ricerca, che investe sulla qualità del processo e del prodotto.
L’esempio di Fincantieri è confortante.
Il fatto che Fincantieri abbia deciso di scommettere sulla nostra regione fa ben sperare: vuol dire che abbiamo gli strumenti per risollevarci da questa infinita crisi, e vuol dire anche che il progressivo invecchiamento della popolazione non è un processo irreversibile e che possiamo arrestare l’emorragia dei nostri giovani costretti ad andare fuori regione per trovare lavoro.
C’è molta strada da fare e occorrono scelte politiche chiare.
Dopo gli accordi su dissesto idrogeologico ed efficientamento energetico il confronto tra la Regione e il sindacato sulle politiche di sviluppo deve proseguire con l’obiettivo di realizzare un sistema integrato di istruzione e formazione che metta in relazione scuola università e mondo delle imprese.
Per attrarre imprese e vincere la scommessa sull’innovazione, la competitività tra territori più che sulla disponibilità di aree si gioca sulla qualità e sulla professionalità del lavoro.

Federico Vesigna è Segretario Generale Cgil Liguria


Genova, 12 marzo 2018